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Lo sfasamento termico è un parametro fondamentale per valutare le prestazioni estive di un edificio. Indica il tempo che intercorre tra il momento in cui la temperatura esterna raggiunge il suo picco massimo e il momento in cui questo picco si verifica all’interno dell’edificio. In altre parole, rappresenta la capacità dell’involucro edilizio di ritardare l’ingresso del calore all’interno degli ambienti.
Perché lo sfasamento termico è importante?
In contesti con climi estivi caldi e afosi, un elevato sfasamento termico permette di:
- Ridurre la necessità di raffrescamento artificiale: ritardando l’ingresso del calore, si può sfruttare il ricambio d’aria naturale durante le ore notturne per mantenere una temperatura confortevole all’interno, limitando l’utilizzo di climatizzatori.
- Migliorare il comfort abitativo: un ambiente fresco e confortevole durante le ore serali e notturne garantisce un miglior sonno e una maggiore sensazione di benessere.
- Risparmiare energia: il minor ricorso a sistemi di raffrescamento artificiale si traduce in un minor consumo energetico e in un conseguente risparmio in bolletta.
Come ottenere un elevato sfasamento termico?
Per ottenere un buon sfasamento termico è necessario intervenire sull’involucro edilizio, ovvero sulle strutture che delimitano l’edificio all’esterno (muri, solai, finestre, coperture). Le strategie principali sono:
- Isolamento termico: installare un adeguato strato di materiale isolante permette di ridurre la conduttività termica dell’involucro, ostacolando il passaggio del calore dall’esterno all’interno.
- Massa termica: utilizzare materiali con elevata capacità di accumulo di calore, come mattoni, calcestruzzo o pietra naturale, consente di “immagazzinare” il calore durante il giorno e rilasciarlo lentamente durante la notte, contribuendo a mantenere una temperatura fresca all’interno.
- Schermature solari: installare tende da sole, persiane o altre schermature esterne permette di ridurre l’incidenza diretta dei raggi solari sulla superficie dell’edificio, limitando l’ingresso di calore.
- Ventilazione naturale: favorire la ventilazione naturale attraverso finestre e aperture strategiche permette di dissipare il calore in eccesso durante le ore notturne.
Oltre allo sfasamento termico, altri fattori da considerare per l’efficienza energetica estiva degli edifici:
- Trasmittanza termica periodica (Yie): indica la capacità di una struttura opaca di attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore.
- Fattore di attenuazione (fa): rappresenta la variazione del flusso termico e della temperatura nel passaggio dal regime stazionario a quello dinamico.
- Rischio di surriscaldamento della copertura: è importante valutare l’efficacia delle strategie progettuali adottate per la copertura (riflettanza solare, intercapedini ventilate, coperture verdi) per evitare il surriscaldamento degli ambienti interni.
In conclusione, lo sfasamento termico rappresenta un parametro fondamentale per la progettazione di edifici ad alta efficienza energetica, soprattutto in climi caldi. Combinando un adeguato isolamento termico con l’utilizzo di materiali ad alta massa termica e di strategie passive di controllo solare e ventilazione, è possibile ottenere edifici confortevoli e a basso consumo energetico.
Foto di Kimberley Alpuerto su Unsplash

