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8 Ottobre 2025Il panorama dei bonus edilizi è in continua evoluzione e il 2025 segna un anno cruciale per chi intende ristrutturare casa. Le attuali condizioni, più vantaggiose, hanno infatti i mesi contati: dal 1° gennaio 2026, le aliquote di detrazione inizieranno una progressiva discesa.
Vediamo insieme come funziona il Bonus Ristrutturazione 2025, quali sono le scadenze da segnare sul calendario e le novità da conoscere per pianificare al meglio i propri lavori.
L’Ultima Chiamata: le Aliquote Vantaggiose del 2025
Fino al 31 dicembre 2025 è possibile usufruire delle condizioni più favorevoli. Le regole attuali prevedono:
- Aliquota al 50% per lavori sull’abitazione principale.
- Aliquota al 36% per lavori su abitazioni diverse dalla prima casa.
- Tetto di spesa massimo su cui calcolare la detrazione pari a 96.000 euro.
È fondamentale sottolineare che l’aliquota potenziata al 50% è riservata solo a chi è proprietario (o titolare di un diritto reale come l’usufrutto) dell’immobile che utilizza come residenza principale.
Quali Lavori Rientrano nel Bonus?
Il bonus copre una vasta gamma di interventi volti a migliorare e mettere in sicurezza il patrimonio edilizio. Le spese ammissibili riguardano:
- Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari.
- Manutenzione ordinaria (come tinteggiatura o riparazione di pavimenti) solo se eseguita su parti comuni di edifici condominiali.
Inoltre, sono agevolabili numerosi altri interventi specifici, tra cui:
- Ricostruzione a seguito di calamità naturali.
- Eliminazione delle barriere architettoniche.
- Misure di prevenzione contro furti e intrusioni (es. installazione di allarmi, porte blindate).
- Risparmio energetico e cablatura degli edifici.
- Messa in sicurezza antisismica.
- Bonifica dall’amianto e adozione di misure antinfortunistiche.
- Acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali.
Attenzione: è stata esclusa dall’agevolazione l’installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Novità 2025: regole specifiche per i redditi alti
Una delle modifiche più significative riguarda i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Per loro, l’ammontare massimo della detrazione non è fisso ma viene personalizzato secondo questo schema:
Si parte da un importo base:
- 14.000 euro per redditi tra 75.000 e 100.000 euro.
- 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro.
A questo importo si applica un coefficiente familiare:
- 0,50 se non si hanno figli a carico.
- 0,70 con un figlio a carico.
- 0,85 con due figli a carico.
- 1 con più di due figli a carico o almeno un figlio con disabilità.
Condomini e Conviventi
L’introduzione delle aliquote differenziate ha richiesto alcuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate:
Lavori su parti comuni (condomini): ogni condomino applica l’aliquota che gli spetta. Chi possiede l’appartamento come abitazione principale avrà diritto alla detrazione del 50%, mentre chi lo possiede come seconda casa applicherà l’aliquota del 36%.
Familiari conviventi e inquilini: chi non è proprietario ma detiene legalmente l’immobile (come un convivente, un inquilino in affitto o un comodatario) e sostiene le spese, ha diritto al bonus ma sempre con l’aliquota ridotta al 36%.
Cosa succede dopo il 2025?
Dal 2026 al 2027 (Periodo “Cuscinetto”)
Le aliquote scenderanno ulteriormente, pur mantenendo una differenza tra prima e seconda casa:
- Aliquota al 36% per l’abitazione principale.
- Aliquota al 30% per le altre abitazioni.
Dal 2028 al 2033 (Stabilizzazione)
Il bonus si assesterà su parametri unici e meno generosi:
- Aliquota unica del 30% per tutti gli immobili.
- Tetto di spesa ridotto a 48.000 euro.
In conclusione, il 2025 rappresenta un’opportunità da cogliere per chiunque stia pianificando una ristrutturazione, prima che le condizioni diventino progressivamente meno vantaggiose negli anni a venire.

